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Come partecipare alla Settimana europea dello Sport

Settimana europea dello sport

5 semplici passi per trasformare il tuo Open Day in un National Fitness Day!

Bambini, giovani, ragazzi, adulti, anziani, atleti, improvvisati e non, d’eccezione e sport-addicted, a tutti la Settimana europea dello Sport mette le scarpe da ginnastica e, come una fatina non convenzionale, in abiti comodi e sportivi, li trasforma in persone attive fisicamente. Metafora ottimistica della Settimana europea dello Sport, dal 23 al 30 settembre, l’evento ideato dalla Commissione Europea per sensibilizzare la popolazione di tutte le età e background sportivo all’attività fisica. Sarà un evento con molteplici risonanze, virtuali, su social e tutti i media digitali, reale, nelle scuole, piazze, parchi e centri sportivi, una grande festa dello sport dal 23 al 30 settembre con cui le istituzioni europee attraverso eventi sportivi, organizzati dal basso, ricordano quanto muoversi fa star bene e previene malattie da lievi a molto gravi.

Chiamati a fare la parte attiva chi poteva essere se non i centri sportivi per i quali #BeActive, il claim della manifestazione, rappresenta una costante quotidiana? In ogni città, provincia, contea, area metropolitana d’Europa palestre e fitness club sono chiamati a parlare, ognuno con le proprie iniziative locali, la voce dello Sport per tutti, creando eventi di sensibilizzazione, rigorosamente open, gratuiti che permettano a tutti di fare sport per un giorno o più: da qui la Settimana Europea dello Sport ha creato i National Fitness Days, per ricordare che anche un solo giorno è utile per convertire le persone all’attività fisica.

Centri sportivi: 5 semplici passi per partecipare ai National Fitness Days

  1. Visibilità. EuropeActive è l’organizzazione partner che si occupa di diffondere l’iniziativa alle Associazioni sportive nazionali, come ANIF-Eurowellness, e di coinvolgere attraverso di esse i centri sportivi locali. EuropeActive fa quindi da incubatrice centrale delle iniziative e mette a disposizione un kit di Visual Identity (loghi, hashtag per i social media, banner ecc) per uniformare la comunicazione visiva di tutti i centri sportivi e darle più risonanza presso la stampa locale, nazionale ed europea. Nel caso più immediato basta utilizzare l’hashtag #BeActive sui social per promuovere le tue attività, mentre se vai sul sito di EuropeActive trovi il kit intero da scaricare e da utilizzare in tutte le forme di comunicazione. Il tuo team creativo potrà utilizzarlo per trasformare il tuo Open Day in un National Fitness Day: usa il materiale grafico per creare locandine, banner, newsletter e comunicare con la brand identity della Commissione Europea e della Settimana Europea dello Sport.
  2. Tour/Open day. Organizza il tuo Open day tra il 23 e il 30 settembre e fai in modo di attirare nuovi clienti con sconti sull’iscrizione, prove gratuite dei corsi e dei servizi del centro sportivo e ricorda di utilizzare il kit grafico per brandizzare l’evento come al punto 1.
  3. Associazione di Categoria. Comunica alla tua Associazione di categoria, in questo caso ANIF – Eurowellness, come membro del Board di EuropeActive per l’Italia, che parteciperai e invia materiale come foto, video e articoli che testimoniano la tua partecipazione. Potrà condividerli su suoi canali mediatici.
  4. Istituzioni. ANIF-Eurowellness si occuperà di comunicare alle Istituzioni europee e ai Governi locali la tua iniziativa che rientrerà nei National Fitness Days, un’occasione di instaurare connessione con le Istituzioni Europee e far conoscere la propria attività, il proprio ruolo di promotori della salute attraverso lo sport.
  5. Save the date. Fai conoscere il tuo evento, promuovilo presso la stampa locale, e organizza un lancio pubblicitario che invogli a partecipare, facendo il countdown sui tuoi strumenti di comunicazione: sito web, social (facebook, twitter, instagram, ecc.).

 

 

 

 

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Formazione e fitness: ISM 2017 a Roma

formazione fitness

ANIF porta in Italia l’evento europeo della formazione nel fitness, di EuropeActive

Se aspiri a crescere in Italia e in Europa come titolare o manager di un centro fitness, non puoi mancare ad un meeting di aggiornamento internazionale che farà la differenza nella tua formazione, eccezionalmente, per quest’anno, in Italia: International Standards Meeting, un summit sui requisiti formativi del settore fitness e wellness in Europa.

L’Europa è il primo mercato del fitness mondiale per numero di iscritti ai club: a fare la differenza sono la pertinenza di conoscenze e competenze di istruttori e lavoratori del settore.

Quindi per continuare a mantenere uno stretto contatto con la base dei consumatori è necessario tenere costantemente aggiornati gli standard tecnici di: istruttori, trainer, direttori tecnici, personal trainer ecc.

Gli International Standards Meeting si terranno il 23 e 24 Novembre presso il Forum Sport Center, a Roma: è un evento imperdibile dedicato alla formazione, come prima leva del customer engagement. L’evento è organizzato da EuropeActive ed ANIF, membro del Board di EuropeActive, l’unica organizzazione in grado di rappresentare l’intero settore europeo di fitness e salute di fronte alle maggiori Istituzioni europee.

Aver portato la sua 8° edizione a Roma ed in Italia, significa spostare l’attenzione sulle eccellenze del fitness che la capitale e l’intera Nazione sono in grado di offrire ed anche sul riconoscimento delle stesse.

Gli International Standards Meeting sono dedicati ai formatori e aziende di formazione ma sono un appuntamento necessario anche per i proprietari dei centri sportivi: parteciperai all’appuntamento annuale dove incontrerai un team selezionato di esperti, in un ambiente aperto e ispirato, per discutere strategie su come comunicare e attuare le linee guida della formazione (standard) e garantire che il settore europeo della salute e fitness rimanga all’avanguardia dello sviluppo delle competenze.

Il dibattito sulla formazione sarà basato sulle reali necessità occupazionali e orientate alla mission del settore: fare in modo di aumentare le popolazione attiva in Europa.

Formazione fitness

Per informazioni contattare

Segreteria ANIF
Tel 06 61110332

Angelo Desidera
Tel: 3929427779

Per registrarti vai su http://www.europeactive.eu/events/ISM2017

Come socio ANIF puoi usufruire del prezzo convenzionato

Scarica il programma e il curricula dei relatori

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6 motivi per essere agli International Standard Meeting

formazione istruttori

Obiettivo: garantire che il settore europeo della salute e fitness rimanga all’avanguardia dello sviluppo formativo. Gli International Standards Meeting di EuropeActive che si terranno il 23 e 24 novembre a Roma sono interamente dedicati a questa sfida la cui importanza richiamerà nella capitale un team di esperti ed ispiratori del mondo del fitness a livello europeo, insieme per monitorare il work in progress e stabilire nuovi step di crescita. La location sarà il Forum Sport Center.

Con la presenza di ANIF, nel Board di EuropeActive, per la prima volta sarà l’Italia ad ospitare quest’evento giunto alla sua 8° edizione  e questo significa spostare l’attenzione sulle eccellenze del fitness che la capitale è in grado di offrire ed anche sul riconoscimento delle stesse.  Per formatori, titolari di centri sportivi e fornitori di formazione gli International Standards Meeting sono un must da non perdere: EuropeActive sta attivando una rivoluzione in ambito formativo con il semplice scopo di uniformare gli standard educativi degli istruttori di fitness, wellness e salute.

È molto semplice: la formazione dei lavoratori nel fitness è ancora poco regolamentata su base europea mentre il mercato per crescere avrebbe bisogno di guadagnare in qualità della formazione che può essere misurata solo con degli standard univoci. Questo significa più soddisfazione del frequentatore di un centro sportivo e insieme maggiori opportunità per gli istruttori di mobilità lavorativa in Europa.

Europeactive e ANIF come suo braccio operativo in Italia sono da sempre impegnati nella formazione di istruttori e trainer perché a fare la differenza nel mercato del fitness sembra siano sempre più la pertinenza di conoscenze e competenze di istruttori e lavoratori del settore.

Eppure parlare di standard della formazione nel fitness può sembrare un tema poco familiare, un argomento ad esclusiva pertinenza dei tecnici e lontano dalle sale pesi e dagli affollatissimi corsi di zumba e non interessare direttamente chi gestisce guest pass o investe in una struttura sportiva all’avanguardia. La verità è che ci riguarda molto da vicino tutti: dalla proprietà dei centri fitness ai clienti/soci, agli enti di formazione agli istruttori.

Per fugare eventuali ulteriori dubbi ti abbiamo dato 6 motivazioni valide per non perderti gli International Standards Meeting.

  1. Se ne è parlato anche al FIBO 2017, prima edizione che ha concepito uno spazio fiera solo dedicato alla formazione degli istruttori, la FIBO European Training Convention: l’esperienza del cliente va dalla sessione fitness in palestra alla possibilità di condividerla attraverso app, monitorarla attraverso fitness tracker ma queste esperienze devono essere mediate e arricchite dalla figura dell’istruttore. 
  2. La formazione dell’istruttore, come figura chiave della fidelizzazione del cliente e centrale nella customer satisfaction deve essere sempre più avanzata o meglio specifica perchè con la crescita del mercato del fitness e del wellness si è modificato anche il consumatore che è sempre più esigente.
  3. Come già sanno dalla loro esperienza pratica i titolari e manager di centri sportivi, il fitness si evolve sempre più verso il mercato della salute perchè l’attività fisica è sempre più scelta come soluzione di prevenzione e terapia per moltissime patologie ma la gestione di un cliente/paziente richiede competenze molto più qualificate e medicali. Se non hai istruttori capaci di gestire questo target, perdi un’opportunità di crescita.
  4. Perchè standard? Cosa sono? Gli standard sono quelle competenze che un istruttore deve possedere per essere qualificato in un certo livello: i livelli sono omogenei sul piano europeo perchè sono ricalcati sul Quadro europeo della Formazione. Questo significa maggiore riconoscimento per l’istruttore e mobilità lavorativa in tutta Europa e maggiore customer engagement perchè il cliente sceglierà il servizio più adatto a lui e quindi il centro sportivo in base alle competenze dell’istruttore.
  5. Perchè standardizzazione è uguale a sviluppo e qualità? Perchè la formazione dei tecnici di centro sportivo si allinea alle linee guida europee della formazione, appunto in Quadro europeo della formazione, che è basato sulle reali esigenze di mercato e di necessità occupazionali. I livelli formativi rappresentano una risposta pratica alle esigenze dei clienti.
  6. L’istruttore è al centro del servizio erogato al cliente e il servizio è il primo elemento distintivo che fa parte di quelle competenze premium con le quali un centro sportivo di qualità si distingue ad esempio da un low cost. La competenza formativa dell’istruttore per fronteggiare la concorrenza.

Europeactive e ANIF come suo braccio operativo in Italia sono da sempre impegnati nella formazione di istruttori e trainer perché a fare la differenza nel mercato del fitness sembra siano sempre più la pertinenza di conoscenze e competenze di istruttori e lavoratori del settore.

Tra i relatori spiccano Edoardo Cognonato, esperto in Psicologia relazionale per il fitness, consulente – guru di strategie di fitness per i centri sportivi e Julian Berriman, il direttore del Comitato che per EuropeActive ogni giorno si impegna ad elevare la qualità del servizio e l’esperienza dell’attività fisica per il cliente.

Vi aspettiamo a questo evento rivoluzionario!

Info utili

International Standard Meeting
A Roma il 23 e 24 novembre
Presso il Forum Sport Center in via Cornelia n.493

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Centri sportivi: analisi di settore 2017

centri sportivi

Qual è la percezione tra manager e titolari dei centri sportivi della propria attività? Quale sono le variabili considerate strategiche e quelle da migliorare nel prossimo anno? Acquanetwork ha realizzato una vasta analisi trasversale sul piano geografico tra i titolari e manager di centri sportivi in Italia per sensibilizzare sullo sviluppo del settore, su quelle componenti che ne frenano la crescita e su quelle che la incentivano.

Ne è emerso un quadro molto realistico del business del settore sport e wellness in cui a fronte di una grande consapevolezza delle proprie potenzialità c’è anche una forte presa d’atto dei limiti per lo più strutturali.

Norme e Istituzioni devono cambiare

L’esigenza di un cambiamento è avvertito in quasi tutte le regioni e le categorie al pari della burocrazia che viene segnalata come area più critica da gestire, con una crescita di indicazioni che la attesta al 45,7% del 2017 contro il 36,40 % del 2016, tra le maggiori criticità di gestione di una società sportiva.

Ancora il fisco viene percepita insieme ai costi (fissi e di utenze) come la variabile più problematica da gestire. In discesa libera la comunicazione nella top ten delle criticità, segno che si comincia a familiarizzare di più, nell’era digitale, con questo strumento oramai must have.

Redditività, numero iscritti vs valore assoluto

Nonostante la competizione dei club low cost e una congiuntura economica non ancora in ripresa il fitness non sembra stare così male a giudizio dei titolari dei centri sportivi intervistati in quanto sale il giudizio positivo, con oltre il 71% che giudica fra eccellente e buono il numero di iscritti e soci a centri fitness e piscine, mentre l’industria indica una crescita di fatturato del 10,1% contro il 9,7% di 8 mesi fa. La media del valore che i centri sportivi attribuiscono ad iscrizioni e soci, in una scala da 1(min) a 5(max) è di 3,61, dato veramente eccellente se comparato alla contrazione generale dei consumi. Però, sui ricavi, club e società di gestione manifestano sì un dato positivo (63% degli intervistati propende fra eccellente e buono), ma non in valore assoluto: le tariffe di fatto sono congelate e la crescita è dovuta al buon trend di iscritti.

La piscina è la strategia!

La piscina sembra confermarsi in modo plebiscitario come elemento strategico nell’offerta sportiva : se a settembre 2016 il panel di imprenditori del wellness si era pronunciato assai favorevolmente con l’84,4%, ora siamo all’89,4% di opinioni che si attestano fra eccellente (73,8%) e buono, con una media di giudizio pari a 4,66 su un massimo di 5.

Il futuro della piscina è decisamente in grande crescita.

Il ruolo positivo dell’istruttore

Un traguardo raggiunto: lo staff tecnico viene unanimamente percepito di elevata qualità mentre il personale in generale e lo staff vendite sono elementi ambivalenti, che non devono essere sottovalutati perchè possono determinare anche un impatto negativo.

Qualità e innovazione

Al quesito “In quali aree intervenire per migliorare il settore?”, Qualità e Innovazione restano ampiamente le priorità da parte degli operatori, anche se resta un po’ eterogeneo e incongruente la considerazione e percezione della Qualità, che al contrario è molto netta per il cliente/consumatore.

Se la gestione dei rapporti con le Istituzioni e le Norme sono un problema su cui intervenire indistintamente per tutte le categorie, sale per tutti l’importanza di dare vita a partnership e di fare leva sulle Associazioni di Categoria, indicazione che a settembre scorso era ben più velata. L’Agonismo, non è un problema per nessuno, perché conferisce reale valore sociale alle varie intraprese, anche se i costi stanno diventando insostenibili: serve trovare nuove forme di finanziamento e risorse, che co-marketing e co-business con Industria, Finanza e Multinazionali possono favorire, come è emerso nettamente.

 

 

 

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Preparazione atletica al Padel: evoluzione di un trend

preparazione atletica padel

Costi bassi di installazione e manutenzione con un campo che può costare dai 14 ai 18mila euro, passione crescente tanto che l’Italia si è piazzata 2° in Europa dopo la Spagna, 2 dei tanti fattori che hanno reso il Padel virale: in Italia gli appassionati sono già 10.000 con circa 300 campi da Nord a Sud. Coinvolgente, spettacolare per l’intenso numero di scambi rispetto al tennis e accessibile a tutti, grazie ad una maggiore facilità di apprendimento e immediati risultati soddisfacenti, il Padel è una mania, una partita da giocare fino all’ultima pallina senza esclusione di colpi.

Ma non basta: il Padel fa bene perchè fa dimagrire dato l’elevato sforzo aerobico e migliora l’umore in quanto sport sociale. Il Padel infatti si gioca in quattro, due contro due, e l’affinità con il partner è fondamentale tanta da diventare uno degli aspetti ludici più ricercati. Un gioco che può definirsi lo sport dilettantistico per eccellenza per tre motivi:

  1. si impara facilmente;
  2. grazie all’immediata accessibilità permette di entrare in un contesto competitivo anche amatoriale quasi da subito, incarnando in pieno lo spirito agonistico dello sport, ma rivolto a tutti;
  3. è sociale e l’affiatamento di gioco con il partner rappresenta un ingrediente di successo fondamentale in una partita.

Giocarlo al meglio significa anche fare la giusta preparazione atletica, al di là della posta in gioco: preparazione per un torneo amatoriale in un circolo sportivo, allenamento per un torneo agonistico oppure sfidare quella temuta e imbattibile coppia di amici. Abbiamo chiesto a Marco Mancini, personal trainer presso uno dei nostri storici club ANIF della capitale, della catena di circoli sportivi Nettuno Club, in cosa consiste la preparazione atletica al Padel.

Marco, tu sei uno dei primi trainer della Paddle generation e uno dei pochi che parla di preparazione atletica a questo sport, quali sono le differenze con la preparazione atletica al tennis?

Il Padel ha alcune caratteristiche che lo differenziano dal tennis: ha un gioco più dinamico con un’usura fisica importante. Aggiungerei che è anche più divertente perchè si gioca in coppia, due contro due. Diciamo che il risultato è un allenamento aerobico divertente che aumenta le endorfine grazie anche alla socializzazione che si origina dall’affiatamento di coppia, necessario per portare a casa il risultato.

E la paddle racket, con i suoi fori e la sua forma più maneggevole, permette proprio di dirigere e assecondare questo gioco così dinamico e veloce dove sono i giocatori a fare la tecnica: il Padel è uno sport spettacolare tanto che la tecnica segue di molto i guizzi di gioco dei giocatori che ne fanno la concreta differenza. Un giocatore di livello avanzato giocherà con un’organizzazione di gioco molto diversa rispetto ad un amatoriale.

Serve una preparazione atletica diversa in quanto differente è la velocità, la resistenza e maggiore la reattività muscolare: è come se fosse tutto più maggiorato.

D’altro canto i fondamenti del Padel sono gli stessi del tennis: velocità, lucidità, reattività, propriocezione il movimento nello spazio. I muscoli però subiscono un interessamento istantaneo, il dispendio energetico è immediato e bisogna anche avere un recupero immediato.

Qualche consiglio di preparazione atletica?

La preparazione atletica è sempre personalizzata in base agli obiettivi e all’anamnesi dello sportivo ma è possibile indicare alcuni esercizi molto utili:

  • mountain climber: agisce a livello neuromuscolare e va intervallato con un salto verso l’alto, di scatto;
  • plank: è un lavoro isometrico di contenimento muscolare;
  • kettlebell con lo swing per migliorare resistenza e lavoro muscolare;
  • bande elastiche che possono essere utilizzate in outdoor lavorando sulla forza esplosiva: potrebbe bastare un albero, un palo o un qualsiasi sostegno funzionale ad agganciare l’elastico e lavorare in opposizione con il corpo e sfruttando il rimbalzo. Reattività e velocità ringrazieranno;
  • per la parte aerobica consiglio l’ellittico, quindi un allenamento indoor in palestra, perchè lo considero più efficace.

Vi sono delle precauzioni da adottare Marco? A chi non è indicato il Padel?

Chiaramente io tendo a fare sempre prima una consulenza conoscitiva della sua situazione per avere un quadro clinico del cliente e verificare se ha patologie in atto o pregresse e mi faccio consegnare un buon certificato di idoneità normale. Poi spesso faccio effettuare spirometria ed elettrocardiogramma.

Grazie Marco!

 

 

 

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Nerio Alessandri: la legge e i Millennials

nerio alessandri legge sport

“Manca l’ultimo miglio” e la legge di riforma dello sport dilettantistico può esserne lo strumento di percorrenza. Nerio Alessandri, al convegno ANIF, “Una riforma per lo sport dilettantistico“, del 1 giugno, al Rimini Wellness, interviene come relatore appassionato, massimo esperto e imprenditore illuminato del fitness e come socio fondatore di ANIF- Eurowellness. Due anime e due passioni che coabitano nell’uomo che ha esportato il wellness nel mondo e ha dato cittadinanza al wellness in Italia: al convegno a Rimini ha confermato la sua volontà di portare avanti il suo impegno nel settore sport dilettantistico facendo in modo che la legge , tramite ANIF e l’On. Daniela Sbrollini, sia un ponte per realizzare la visione di un’Italia che cresce.

I Millennials stanno arrivando e stanno prendendo il posto di noi baby boomers

Questo cambiamento sta avvenendo adesso, non tra 20 anni ma tra 6 mesi, 12 mesi, continua Nerio Alessandri, presidente di Wellness Foundation ed è necessario misurarsi con questa nuova realtà che domani sarà già vecchia perchè è in continua evoluzione. Nerio Alessandri fa riferimento alla 4° rivoluzione industriale, la rivoluzione digitale che è il contesto entro cui è necessario imparare a muoversi. Sono cambiate le esigenze e i desideri dei consumatori, i millennials ed è ora di andargli incontro. Come e quale ruolo giocherebbe la legge di riforma dello sport dilettantistico?

Il mercato, i Millennials, la legge

Tre realtà contigue ma molto diverse, eppure con un unico obiettivo ed è il fine comune che secondo Nerio Alessandri giustifica la legge di riforma dello sport dilettantistico che vuole dare nuova dignità aziendale ad alcune realtà sportive che, strette tra la possibilità di fare impresa e quella di restare in un no profit che non le rappresenta più, finiscono per essere perseguite dall’amministrazione pubblica e dal fisco, solo perchè gli manca uno statuto che le tuteli. Il numero di queste realtà, secondo le nostre indagini ANIF, vanno dalle 12.000 alle 15.000 strutture.

Una tutela che permetterebbe di continuare a competere in modo leale su un mercato che cambia molto velocemente a partire dai suoi confini. Nerio Alessandri parla di rivoluzione del concetto di market space: il mercato non ha più dimensioni territoriali e come tale non serve una legge che difenda la fetta di mercato di ognuno. Ciò che mio e ciò che è tuo sono concetti obsoleti nell’epoca della digitalizzazione e dell’empowerment del cliente di un centro sportivo che è, prima di tutto una persona, costantemente connessa che può scegliere di fare fitness a casa come a lavoro come in palestra. Ecco che la concorrenza non è più la difesa di uno “spazio” perchè il cliente che si allena tra le mura domestiche non può certo essere considerato un concorrente ma un’opportunità che si gioca nella valorizzazione del suo tempo libero. La sharing economy tende ad abbattere i confini tra cliente e fornitore.

Ecco che deve cambiare il modello culturale della palestra e del centro sportivo: un modello che segua le persone 24 ore su 24 e non più solo all’interno del centro sportivo attraverso canali di connessione e socializzazione, il modello della sharing economy. Ed in questo sistema anche lo sconto, il free pass hanno i minuti contati per il fondatore della più grande azienda del wellness nel mondo. Lo sconto sul prezzo d’iscrizione è una filosofia miope e a breve termine: bisogna trovare un modello di coinvolgimento che vada oltre e crei valore per la persona H24.

La domanda, dunque, è: come si fa ad affermare un nuovo modello culturale se prima non cambia la cultura nazionale? Ed è qui che, secondo Nerio, subentra la legge di riforma per lo sport dilettantistico, nel promuovere l’adozione di stili di vita corretti che è appunto l’obiettivo comune di tutti: mercato, cittadini e politica. La legge dunque come leva del cambiamento culturale per gettare le basi di un’esigenza di benessere che abbracci in modo olistico la totalità della vita del cittadino.

Leggi anche sulle Health cities

Leggi gli obiettivi della legge

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Approvazione legge entro fine legislatura, Daniela Sbrollini

legge riforma sport dilettantistico

“Abbiamo bisogno di un’unica legge che non metta nelle condizioni voi del settore di andare ad interpretare norma per norma” ha esordito così l’On. Daniela Sbrollini al nostro convegno a Rimini rispetto alla riforma dello sport dilettantistico.  “L’approvazione della legge avverrà entro la fine della legislatura come ha detto anche il Ministro Luca Lotti” ha sostenuto fortemente di fronte alla platea gremita della sala Diotallevi a Rimini Fiera, riprendendo le parole del Ministro dello Sport che ha lanciato al convegno un messaggio video di grande sostegno. “Governo, Parlamento, associazioni di categoria e sportivi dilettanti convergono sulla necessità di una riforma e  sui punti chiave inseriti nel mio progetto di legge.” continua l’On. Daniela Sbrollini in merito alla legge di riforma dello sport dilettantistico (A.C 3936) depositata alla Camera dei deputati e già in corso di analisi presso la VII Commissione. Questa legge si indirizza al mondo dello sport non professionistico che da anni versa in una condizione negletta in quanto priva di una disciplina giuridica esclusivamente dedicata e, in tal senso, in grado di tutelarlo sul piano normativo, lavorativo, fiscale e amministrativo.

E’ stata portata avanti da ANIF  e Daniela Sbrollini, insieme, in un gioco di squadra che ha visto ANIF, come associazione di categoria dei centri sportivi, veicolare le istanze del settore essendone parte integrante e l’On. Daniela Sbrollini accogliere, traghettare e implementare le norme decisive che valorizzano le necessità, dal basso, in una legge.

Si tratta della A.C. 3936 e fa parte di un progetto di riforma organico che include anche un’altra legge, di cui è sostenitrice sempre l’On. Sbrollini, che vuole promuovere l’educazione motoria e la cultura sportiva all’interno di un nuovo e ampio sistema di welfare.

Non solo una legge che disciplina uno status giuridico dunque ma un progetto di cambiamento culturale che coinvolge il mondo del lavoro, i cittadini e lo Stato in un nuovo riconoscimento e legittimazione dello sport dilettantistico come leva di benessere sociale.

Le 4 parole chiave sono prevenzione, benessere, imprenditorialità, professionalità. Noi dobbiamo essere ambasciatori nel mondo di benessere e questo è possibile solo con un importante riconoscimento delle professionalità e dell’imprenditorialità trasparente, facendo anche emergere le realtà di sommerso e di abusivismo. Rispetto all’approvazione vi sarà un tavolo tecnico con il Ministro per aggiungere alcuni argomenti nella legge.

Ha affermato l’On. Sbrollini.

L’Onorevole ha fatto anche riferimento al volontariato e al no profit sportivo che continuerà a coesistere con il modello di società sportiva ordinaria dilettantistica continuando a rappresentare esigenze differenti rispetto a realtà economiche più importanti dove anche i lavoratori necessitano di un trattamento ad hoc.

La rivoluzione culturale continua per l’On. Sbrollini anche con l’approvazione al Parlamento Europeo del Manifesto per le Health city in collaborazione con ANCI e il Credito sportivo: una serie di linee guida per portare la salute a misura di cittadino che non fa altro che confermare l’importanza dell’attività fisica tanto da farne un elemento di progettazione urbana.  I contenuti principali del documento segnalati dal vicepresidente dell’ANCI sono tre: l’attenzione alla tematica dell’invecchiamento e dell’aumento della popolazione, su cui si gioca il futuro delle nuove generazioni; la gestione della cronicizzazione delle malattie; gli squilibri che l’urbanizzazione comporta per il sistema sanitario. 

Tre temi che sono alla base di questa proposta di legge e che il lavoro di squadra ANIF- On. Sbrollini, come ha sostenuto lei stessa, ha “Permesso di farci capire, ascoltare, sentire di fronte ai Ministeri”.

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Intolleranze alimentari: verità o pregiudizio?

intolleranze alimentari

Al nostro appuntamento con la salute e l’alimentazione del venerdi, la dott.ssa Federica Mastronardo discute di un tema attuale e spesso affrontato in modo nebuloso. Ne parliamo con la dott.ssa Fede per fare chiarezza!

L’importanza che ha assunto negli ultimi anni la cura dell’alimentazione  ha generato nuove tendenze a correlare stati patologici più o meno gravi con l’assunzione di cibo.

Se, da un lato, l’attenzione rivolta a questo argomento ha portato a nuovi studi e ricerche in merito, dall’altro si è venuta a creare una sorta di pregiudizio sulla veridicità del problema: possibile che ciò che si assume con una dieta equilibrata può fare male? Lucrezio sentenziò che “ciò che per qualcuno è nutrimento per altri è veleno…”. La questione, dunque, è più antica di quanto si possa pensare. In realtà parlare oggi di intolleranza significa scontrarsi con un argomento ancora non del tutto chiaro scientificamente.

L’esperienza degli ultimi trent’anni ha però condotto ormai alla certezza che alcune sostanze contenute nei cibi di uso quotidiano possono generare disturbi fisici a chi le assume.

Non si tratta di vere e proprie reazioni allergiche, le cui peculiarità sono note e ben riconoscibili: liberazione di istamina con conseguenti reazioni sistemiche quali asma, eritema, orticaria, angioedema fino allo shock anafilattico. L’intolleranza è un evento che prende origine nelle pareti dell’intestino la cui reazione può verificarsi anche 72 ore dopo l’assunzione della sostanza e non colpisce un solo organo, bensi può cambiare bersaglio di volta in volta provocando disturbi diversi fra loro, spesso non correlabili.

E’ spesso “nascosta”, mascherata dal benessere provocato dall’assunzione del cibo incriminato. Per queste ragioni è di difficile individuazione e a volte non bene accolta da chi ne è colpito. Perché attribuire proprio a quel nutrimento di cui si è ghiotti la causa di un “banale” mal di testa? Lo stesso vale per numerosi disturbi comuni che spesso sono associati a momenti di stress psico-fisico: colon irritabile, reazioni cutanee, attacchi di ansia, obesità, disbiosi e malassorbimento intestinale, carenze di vitamine e minerali fino ad arrivare ai disturbi comportamentali quali epilessia, schizofrenia, autismo, iperattività nei bambini, fotofobia o problemi di performance fisica nello sport agonistico.

E’ doveroso precisare che quando si presentano i sintomi tipici di un malessere cronico, prima di effettuare una diagnosi di intolleranza a determinati cibi è bene escludere altre patologie con il proprio medico; soltanto dopo, accertate le buone condizioni di salute, sarebbe opportuno indagare sul probabile contributo che gli alimenti hanno sulle condizioni di salute.

Colui che decida di intraprendere l’indagine sulla propria tolleranza ad alcuni cibi si ritroverà a scegliere tra diversi metodi diagnostici oggi molto discussi perché carenti di basi scientifiche.

Pertanto, il metodo più certo e affidabile rimane il test ematico, vista la reale visibilità della reazione citotossica da parte del linfociti a contatto con le sostanze in esame. Inutile poi è estendere la ricerca su nutrienti di raro consumo alimentare: meglio soffermare la propria attenzione sui principali gruppi di alimenti che quotidianamente rientrano in una dieta più o meno equilibrata.

Il risultato di un indagine di questo tipo consentirà al nutrizionista di proporre al paziente un trattamento nutrizionale personalizzato che prevede la sostituzione di alcuni alimenti con quelli non tollerati: in questo modo, senza squilibrare il fabbisogno settimanale dei nutrienti, si consentirà al fisico di smaltire l’eccesso della sostanza incriminata.

Superato un primo periodo di astinenza, i sintomi dell’intolleranza scompariranno fino a quando il paziente sarà nuovamente pronto ad assimilare l’alimento senza dover rinunciare all’assunzione di nutrienti essenziali per l’organismo.

Di certo questa strategia è molto accurata e richiede tempo: è spesso più facile dare dei farmaci. Tuttavia il risultato è entusiasmante e incita a proseguire sulla strada del benessere.

Dott.ssa Federica Mastronardo

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Elevate: dentro l’industria dello sport

industria dello sport

Conoscere le routine e le soluzioni dell‘industria dello sport: come attirare più clienti? Come sono cambiati i bisogni dei clienti dei centri sportivi e delle palestre? Come la tecnologia interagisce con lo sport e con i consumatori, come medica fitness & health? Anche questo troverai ad Elevate, non a caso chiamata arena dell’attività fisica, dove si alterneranno 200 speakers in 2 giorni, il 10 e l’11 maggio.

Vi ricordiamo che partecipare ad Elevate è gratuito e che per qualsiasi informazione di prenotazione potete rivolgervi ai contatti che trovate in fondo alla pagina.

Entriamo nell’arena per voi e scopriamo in anteprima per voi i temi più succosi della fiera – arena.

Come essere competitivi nello sport

L’attività fisica aggiunge ogni anno 39 miliardi di dollari all’economia britannica e la metà di questo è dovuta al coinvolgimento dei singoli individui nello sport di base.

Qual è il bello dello sport? Perchè si differenzia dalle altre economie?

Più l’economia sportiva è efficace, più persone sono fisicamente attive e viceversa! La crescita di provider privati di sport, di palestre a basso costo e nuove tecnologie al servizio dello sport fino alla drammatica trasformazione delle aree svantaggiate, dimostra che lo sport è fondamentale per il successo economico.

Ma per essere comptetitivi in questo settore, in un momento in cui crescono pressioni finanziarie su tutti i settori commerciali e non commerciali, gli sportivi, i professionisti del tempo libero e dell’attività fisica devono accrescere il valore per il cliente, aumentare l’efficienza, fornire soddisfazione dei clienti, dare priorità agli investimenti e massimizzare le risorse nuove e esistenti. Ad Elevate, i seminari di business saranno rivolti a esperti del settore che forniscono approfondimenti sul marketing, la finanza, la politica, l’economia, le operazioni, i partenariati strategici, le proposte digitali e la gestione delle strutture ed esploreranno come le mutevoli esigenze dei consumatori stanno trasformando l’attività dello sport e dell’attività fisica.

Alla base del benessere c’è l’attività fisica

L’attività fisica è fondamentale per migliorare la salute e il benessere delle nazioni. I livelli di obesità, il diabete, la demenza, i problemi di salute mentale e altre condizioni associate all’inattività sono in aumento, a un costo di 7,4 miliardi di euro l’anno.

L’attività fisica di regolare e moderata di intensità ha notevoli benefici per la salute, riducendo il rischio di e prevenendo malattie cardiovascolari, malattie cardiache coronarie, diabete, alcuni tumori, ictus e malattie muscolo-scheletriche. L’attività fisica ha anche un effetto positivo sulla salute mentale e sul benessere, sull’autostima.

I seminari di Elevate forniranno le prove e le evidenze sul ruolo di prevenzione e quello di cura dell’attività fisica.

Più attivi, più ricchi in salute: come?

In una sola generazione, l’attività fisica è diminuita del 20 per cento e si prevede di diminuire un ulteriore 15 per cento entro il 2030. Le tendenze sociali ed economiche incoraggiano una vita e un lavoro sedentario.

L’industria dell’attività fisica ha lavorato duramente per aiutare molte persone a essere regolarmente attivi, ma c’è ancora molto da fare per sovvertire il trend inattivo della società.

I benefici sociali sono dirompenti: l’attività fisica influisce sul benessere fisico e mentale, sullo sviluppo individuale, della comunità e dell’economia. 

Elevate esaminerà come l’industria dell’attività fisica e i suoi più ampi stakeholder possano raggiungere e influenzare gli inattivi, esplorando come creare opportunità per le persone ad essere attive in modi che si adattino alla loro vita quotidiana e ai loro interessi. Saranno indagate soluzioni e strategie di miglior pratica per affrontare gli stili di vita sempre più sedentari come il ruolo della tecnologia, il cambio di comportamento, il design, la collaborazione e gli approcci locali per raggiungere gli inattivi.

Per partecipare contattare

Angelo Desidera

AD consulting
Angelo Desidera [email protected]om
0039 392 9427779

Italian Chamber of Commerce and Industry for the UK
Chiara Fornelli [email protected]

 

Entriamo dentro l’arena per voi in

 

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Salute: ogni sport ha il suo obiettivo

nuoto salute

Non è mai troppo tardi per fare il tuo gioco, nella vita come nello sport: spesso lo sport giusto per te è una metafora della tua personalità o l’espressione delle tue passioni oppure una risposta a precisi obiettivi di forma fisica. Può essere molto stimolante imparare un nuovo sport ad ogni età oppure riprendere le scarpette da calcio o la racchetta che avevi appeso al chiodo e rispolverare una tecnica che già conosci ma che avevi scelto di accantonare per impegni più stringenti.

La passione sportiva può essere riscoperta e noi con alcuni consigli mirati possiamo mettere in luce ciò che ti sei perso fin ora per rimetterti in moto e in salute!

Ecco alcuni ottime ragioni a favore di tre degli sport più amati.

Vuoi dimagrire? Fai un corso di nuoto!

Nei centometri che staccano i chili di troppo dal physique du role di un atleta c’è il nuoto ad abbassare l’asticella dei sacrifici frapponendosi tra te e i grassi in eccesso! Con le 10.000 calorie medie al giorno, bruciate da un nuotatore agonista e le circa 715 calorie in un’ora bruciate a livello di esercizio vigoroso, iscriverti ad un corso di nuoto rinvigorirà i tuoi muscoli facendoti dimagrire, più di altri sport.

Hai più di 50 anni? Regalati un corso di tennis!

Il tennis è stato ribattezzato da uno dei medici responsabili della nazionale azzurra, come uno sport evergreen e cioè adatto a tutte le età. Bisogna sempre fare una distinzione tra sport agonistico e sport amatoriale: nel primo caso il tennis può configurarsi come uno sport micro-traumatico per la ripetitività del gesto; nel secondo caso ha degli effetti benefici sulla salute, a livello cardiocircolatorio e metabolico. Dunque non è l’età a rappresentare un discrimine tra la scelta di iscriversi o no ad un corso di tennis ma, ad esempio, possono esserlo le condizioni fisiche, dei fattori di rischio che sopraggiungono in modo differente ad età identiche.

La valutazione deve essere sempre dunque affidata ad un medico.

Un’altra ottima ragione per praticare il tennis, ad ogni età è che è lo sport che allunga di più la vita, dimezzando il rischio di morte, seguito da nuoto, aerobica e ciclismo. Lo afferma una ricerca della Sydney Medical School e pubblicato dal British Journal of Sport Medicine secondo cui sono stati seguiti, tra il 1994 e il 2008, 80mila persone di età medi di 52 anni: in base allo sport che praticavano sono stati osservati differenti rischi di morte. Per il tennis il rischio di morte è stato minore del 47% e, in generale, gli sport di racchetta hanno segnato un altro punto di vantaggio nel match con altri sport (calcio, aerobica, ciclismo) attribuendosi un minor richio di morte per problemi cardiovascolari.

La stessa ricerca però mette in luce come anche a calcio, aerobica, ciclismo, nuoto sia associata la diminuzione del rischio di morte. Questi risultati dimostrano che fare uno sport può avere dunque grandi benefici per la salute pubblica.

Fatti nuovi amici con un corso di calcio!

Il calcio è, prima di tutto, uno sport di squadra e chiunque giochi la partitella di calcio con gli amici sa benissimo quanto l’aspetto di goliardia e socialità sia quasi connaturato a questo sport. Allora perchè non provare il contrario? Si può giocare a calcio con i propri amici oppure trovare dei nuovi amici iscrivendosi ad un corso di calcio! Mentre ci pensate vediamo quali sono gli altri benefici dello sport più vezzeggiato dagli italiani, oltre allo spirito aggregativo.

  1. Giocare a calcio con regolarità, due o tre volte a settimana, migliora la crescita e la forza muscolare e cardiocircolatoria.
  2. Migliora la resistenza: percorrere diversi chilometri in un tempo di un’ora e mezza induce a sviluppare maggiore resistenza.
  3. Aumenta la massa muscolare e quindi migliora il metabolismo.