Certificato medico per attività sportiva non agonistica: un obbligo per la sicurezza di chi pratica sport
La tutela della salute di chi fa attività fisica passa anche attraverso la certificazione di idoneità sportiva non agonistica, obbligatoria dai 6 anni di età in su per chi svolge attività organizzate da società e associazioni affiliate a federazioni, enti di promozione sportiva o discipline associate al CONI.
Secondo la Normativa del Ministero della Salute dell’8 agosto 2014 infatti, si definiscono attività sportive non agonistiche quelle praticate dai seguenti soggetti:
a) gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attività parascolastiche;
b) coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto minesteriale 18 febbraio 1982;
c) coloro che partecipano ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.
Questa certificazione rappresenta una forma di prevenzione primaria: serve a garantire che l’attività fisica venga svolta in sicurezza, prevenendo episodi di malessere o eventi cardiaci durante lo sport.
Ma come funziona, chi la rilascia e cosa devono fare ASD e SSD per essere in regola?
Chi può rilasciare il certificato medico
La normativa di riferimento definisce chiaramente quali figure mediche sono autorizzate al rilascio:
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Medico di medicina generale (per i propri assistiti)
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Pediatra di libera scelta (per i minori)
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Medico specialista in medicina dello sport, incluso il personale della Federazione Medico-Sportiva Italiana (FMSI) o del CONI
Queste figure professionali hanno il compito di accertare che l’atleta non presenti condizioni che possano mettere a rischio la salute durante l’attività fisica.
Quando farlo e quanto dura
Il certificato di idoneità alla pratica sportiva non agonistica ha validità annuale e decorre dalla data di rilascio. Il controllo, dunque, va ripetuto ogni anno, possibilmente prima dell’inizio della stagione sportiva o al momento del rinnovo dell’iscrizione alla società.
Le ASD e SSD dovrebbero prevedere una procedura di verifica interna per assicurarsi che ogni atleta sia sempre coperto da un certificato in corso di validità — anche per motivi assicurativi.
Quali esami sono necessari per il certificato
Per ottenere il certificato non agonistico, la visita deve comprendere:
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Anamnesi personale e familiare
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Esame obiettivo completo, con misurazione della pressione arteriosa
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Elettrocardiogramma (ECG) a riposo, da effettuare almeno una volta nella vita
In alcuni casi, tuttavia, la normativa richiede controlli più approfonditi:
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per chi ha superato i 60 anni e presenta fattori di rischio cardiovascolare → ECG basale annuale refertato
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per chi soffre di patologie croniche che aumentano il rischio cardiaco → ECG basale annuale
Il medico certificatore può inoltre prescrivere ulteriori accertamenti o consulti specialistici in base alla valutazione clinica individuale.
Originale o copia del certificato? Una questione ancora aperta
Un aspetto spesso fonte di dubbi tra le società sportive riguarda la gestione del documento: la normativa non specifica se la ASD o SSD debba trattenere l’originale o se basti una copia del certificato.
In generale, trattandosi di una certificazione non specifica per una singola disciplina, il documento è considerato personale dell’atleta. Molti centri, tuttavia, richiedono una copia firmata o digitalizzata da conservare in archivio per motivi di autotutela e copertura assicurativa. Non esistono sanzioni per chi riceve solo una copia, ma è importante che sia autentica, verificabile e correttamente archiviata.
Cosa devono sapere ASD e SSD
Le società e associazioni sportive hanno una responsabilità diretta nel garantire che tutti i partecipanti alle attività siano in regola con la certificazione sanitaria.
Per questo, ti consigliamo di:
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Richiedere il certificato all’iscrizione o al rinnovo annuale
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Monitorare le scadenze, adottando un sistema di solleciti ai tesserati
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Archiviare le copie in modo sicuro, anche in formato digitale
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Aggiornare i protocolli interni secondo le linee guida del Ministero della Salute e della FMSI
Queste buone pratiche tutelano non solo la salute dei praticanti, ma anche le ASD e SSD dal punto di vista legale e assicurativo.
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