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I tragici effetti dell’inattività sugli adolescenti

8 Febbraio 2021
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La pandemia COVID 19 e la successiva chiusura degli impianti sportivi hanno reso difficile il mantenimento delle buone abitudini sportive creando gravi disagi nella popolazione, soprattutto per la fascia adolescenziale.

La mancanza di attività fisica ha degli effetti negativi sul nostro corpo e la nostra mente che dapprima sono invisibili ma che diventano macroscopici se l’assenza dura settimane se non addirittura mesi.

Vediamo brevemente i diversi effetti man mano che passa il tempo senza attività fisica:

Pochi giorni

Interrompere per poco tempo non dà effetti negativi evidenti e, soprattutto chi si allena regolarmente, riesce solitamente a recuperare velocemente una volta che riprende a fare sport; l’unica cosa a cui occorre fare attenzione è mantenere un’alimentazione sana.

Una settimana

Anche solo una settimana di assenza di attività, diminuisce la capacità aerobica, ciò che permette al corpo di trasportare ossigeno dal sangue ai muscoli; insieme a questo diminuisce anche la capacità funzionale del cuore.

Due settimane

La quantità di cellule muscolari diminuisce significativamente: anche solo fare le scale fa sentire le gambe affaticate e l’affanno perché la capacità cardiaca diminuisce notevolmente.

Alcuni mesi

Il metabolismo è ormai completamente rallentato e molto difficile sarà bruciare calorie. Anche cuore e polmoni non avranno più la stessa reattività di prima. Effetti negativi ulteriori? Entrare in uno stato di pigrizia tale da rendere molto difficile il riprendere a fare attività.

Un anno

Dopo un anno senza attività sportiva si diventa automaticamente dei sedentari: aumenta il grasso corporeo, diminuisce il tono muscolare, il metabolismo ormai è lentissimo e aumenta moltissimo il rischio di malattie quali pressione alta, colesterolo, diabete, insonnia e depressione.

Ormai ci siamo: un anno è passato da quando è iniziato l’incubo COVID e le nostre abitudini sono state stravolte; un anno di inattività o attività a intermittenza o piena di ostacoli; un anno terribile anche e soprattutto per i giovani che si sono ritrovati di colpo in un mondo ovattato senza socialità (già messa a dura prova nella normalità dalla presenza dei social media), senza scuola e senza sport.

Ecco che l’isolamento dovuto alla pandemia ha dato una spinta fortissima ai disagi negli adolescenti:

In aumento tentati suicidi e autolesionismo tra i giovani: col Covid numeri da brivido. L’isolamento mette a grave rischio la tutela della loro salute mentale. Stiamo negando ai ragazzi una parte affettiva che fa parte del loro diventare adulti.

Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù.

Il Dottor Vicari afferma che proprio con la seconda ondata sono aumentati notevolmente gli accessi al pronto soccorso del Bambino Gesù per autolesionismo e tentativi di suicidio.

Gli adolescenti sono i veri dimenticati di questo periodo, ci stiamo preoccupando solo del loro apprendimento e delle loro competenze, ma non della loro conoscenza del mondo. Le reazioni sono due: c’è chi manifesta aggressività e chi invece si chiude sempre di più, restando isolato nella propria stanza, e questo è uno degli aspetti gravi sui quali intervenire, perché questi ragazzi vivono con grande preoccupazione l’incontro con l’altro.

La riapertura dello sport si sta sempre più rivelando necessaria a livello sociale per non essere né testimoni né artefici delle gravi conseguenze che la sua mancanza sta generando nelle vite dei nostri ragazzi.

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