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MOG 231, il Modello Organizzativo di Gestione e Controllo Chiarimenti: modulistica da adottare

24 Febbraio 2024
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L’art. 16 del D. Lgs. 28 febbraio 2021 n. 39, rubricato “Fattori di rischio e contrasto della violenza di genere nello sport” ha introdotto l’obbligo per la Federazioni Sportive Nazionali, per le Discipline Sportive Associate, per gli Enti di Promozione sportiva, di redigere le linee guida per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra discriminazione.

Entro agosto 2024, le associazioni e società sportive, sia dilettantistiche che professionistiche, sono tenute a sviluppare Modelli Organizzativi e sistemi di Controllo per la gestione delle attività sportive, insieme a codici di comportamento che rispettino tali modelli.

La mancata adozione di tali modelli viene sanzionata in via disciplinare dalle singole Federazioni, mentre si prevede che le Associazioni o Società sportive dilettantistiche o professionistiche che già si sono dotate di modelli 231 li integrino adeguandoli alla nuova disposizione normativa.

Questa responsabilità è stata introdotta dalla recente riforma nello sport nell’articolo 16 del decreto legislativo 39/2021, noto come “Semplificazioni”, con l’obiettivo di combattere fenomeni di discriminazione e violenza nei confronti dei minori.

Gli enti sportivi sono obbligati a dotarsi di un MOG (Modello Organizzativo di Gestione e Controllo) quantomeno per la prevenzione di molestie, violenze e discriminazioni, il cui inadempimento prevede l’applicazione di sanzioni disciplinari. Se ciò si somma all’esistenza di fattispecie di reato specifiche per l’ambito dello sport, risulta evidente che quella di adottare un Modello 231 è ormai una scelta pressoché ineludibile.

Gli enti sportivi devono dunque adottare modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire il compimento di atti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto.

I predetti modelli, tenuto conto della dimensione della società e del livello agonistico in cui si colloca, devono prevedere:

  • misure idonee a garantire lo svolgimento dell’attività sportiva nel rispetto della legge e dell’ordinamento sportivo, nonché a rilevare tempestivamente situazioni di rischio;
  • l’adozione di un codice etico, di specifiche procedure per le fasi decisionali sia di tipo amministrativo che di tipo tecnico-sportivo, nonché di adeguati meccanismi di controllo;
  • l’adozione di un incisivo sistema disciplinare interno idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello;
  • la nomina di un organismo di garanzia, composto di persone di massima indipendenza e professionalità e dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, incaricato di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento”

 

ANIF intende mettere a disposizione strumenti semplici, accessibili sotto tutti i punti di vista, “rapidi” nella compilazione per quanto necessario in questa fase che arriva al 31 agosto e che sostenga gli operatori sportivi nel migliore dei modi.

Lo strumento proposto è una pratica procedura accessibile dall’area riservata già in utilizzo da parte di tutti. La procedura è basata sul servizio SaaS MUA che, attraverso il modulo MOG, consente di produrre i seguenti documenti:

  • Delibera di approvazione MOG
  • Modello 231 – policy discriminazioni
  • Modello 231 – policy genere
  • Modello 231 – policy minori

La produzione della documentazione avverrà tramite la compilazione di una procedura guidata e grazie a un apposito questionario da sottoporre agli incaricati di ogni associazione sportiva. In base alle risposte date, verranno generati i relativi documenti e messi a disposizione dell’organizzazione sportiva per poter essere sottoscritti. A seguito dell’approvazione e della sottoscrizione della documentazione prodotta il sistema consentirà di effettuare il caricamento della documentazione per accertarne l’avvenuta compilazione.

Il servizio consentirà di essere utilizzato come strumento di recapito dei documenti citati. Il tutto in modo estremamente semplice!

Ogni soggetto che si troverà ad accedere alla propria area riservata per la compilazione del questionario troverà precompilate tutte le informazioni già presenti a sistema e grazie ad un pratico percorso guidato sarà in condizione di produrre ed adottare tutta la documentazione necessaria.

Clicca qui e scarica la convenzione

Art. 16 del D. Lgs. 28 febbraio 2021 n. 39, di cosa si tratta?

Gli obiettivi principali sono:

  • Parità di genere tra uomo e donna
  • Tutela dei minori
  • Contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni

vengono identificate e definite le varie tipologie di abuso, violenza e discriminazione, ovvero:

  1. l’abuso psicologico;
  2. l’abuso fisico;
  3. la molestia sessuale;
  4. l’abuso sessuale;
  5. la negligenza;
  6. l’incuria;
  7. l’abuso di matrice religiosa;
  8. il bullismo, il cyberbullismo;
  9. i comportamenti discriminatori

Per raggiungere questi obiettivi vengono adottate misure preventive e di controllo denominate “safeguarding”.

Il decreto introduce:

  1. Obblighi per le Federazioni Sportive Nazionali e altri enti affiliati:
    Entro il 31 agosto 2023 hanno dovuto redigere, con il parere del C.O.N.I., le linee Guida per Modelli organizzativi e di controllo e Codici di condotta per la tutela dei minori, la prevenzione delle molestie e la violenza di genere, e altre forme di discriminazione. Devono aver creato Regolamenti con sanzioni disciplinari per i tesserati che violano il Codice delle pari opportunità o che siano stati condannati per reati contro la persona, l’uguaglianza e la libertà personale.
  2. Obblighi per le Associazioni e le Società Sportive dilettantistiche e professionistiche:
    Entro 12 mesi dalla comunicazione delle Linee Guidada parte dell’Ente di affiliazione,devono adottare Modelli e Codici di condotta conformi. La mancata adozione può comportare sanzioni disciplinari e la perdita dello status di affiliato.

Ad oggi gli Enti di Promozione dovrebbero aver pubblicato le proprie Linee Guida, e gli affiati hanno l’obbligo di adottare i modelli e codici di condotta conformi.

Il termine di 12 mesi varia in base alla tempestività con cui gli Enti di affiliazione pubblicano le proprie Linee Guida.

Per esempio, alcune delle principali federazioni sportive hanno scadenze diverse: per l’atletica leggera, la scadenza è il 24 luglio 2024, poiché la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIAL) ha pubblicato le sue Linee Guida il 24 luglio 2023. Gli sport invernali devono rispettare il termine dell’8 agosto 2024, in seguito alla pubblicazione delle Linee Guida della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) l’8 agosto 2023.Per il golf, il termine è il 24 agosto 2024, avendo la Federazione Italiana Golf (FIG) pubblicato le Linee Guida il 24 agosto 2023.Gli affiliati della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) devono conformarsi entro il 25 agosto 2024, con Linee Guida datate 25 agosto 2023. Per il calcio e il baseball/softball, la scadenza è il 31 agosto 2024, con Linee Guida pubblicate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e dalla Federazione Italiana Baseball e Softball (FIBS) il 31 agosto 2023.Per tennis e padel, la scadenza è il 25 settembre 2024, data la pubblicazione delle Linee Guida della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) il 25 settembre 2023.

DECRETO LEGISLATIVO 28 FEBBRAIO 2021, N. 39 – ART. 16 – FATTORI DI RISCHIO E CONTRASTO DELLA VIOLENZA DI GENERE NELLO SPORT

  1. Le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate, gli Enti di promozione sportiva e le Associazioni benemerite, sentito il parere del CONI, devono redigere, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le linee guida per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione prevista dal decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198o per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale. Le linee guida vengono elaborate con validità quadriennale sulla base delle caratteristiche delle diverse Associazioni e delle Società sportive e delle persone tesserate.
  2. Le Associazioni e le Società sportive dilettantistiche e le Società sportive professionistiche devono predisporre e adottare entro dodici mesi dalla comunicazione delle linee guida di cui al comma 1, modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva nonché codici di condotta ad esse conformi. In caso di affiliazione a più Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva e Associazioni benemerite, esse possono applicare le linee guida emanate da uno solo degli enti di affiliazione dandone comunicazione all’altro o agli altri.
  3. Le Associazioni e Società sportive dilettantistiche e società sportive professionistiche che non adempiano agli obblighi di cui al comma 2 sono sanzionate secondo le procedure disciplinari adottate dalle Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni benemerite a cui esse sono affiliate.
  4. Le Associazioni e Società sportive dilettantistiche e le Società sportive professionistiche, già dotate di un modello organizzativo e di gestione ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, lo integrano in base a quanto disposto al comma 2.
  5. I regolamenti delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, degli Enti di promozione sportiva e delle Associazioni benemerite devono prevedere sanzioni disciplinari a carico dei tesserati che abbiano violato i divieti di cui al capo II del titolo I, libro III del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, ovvero siano stati condannati in via definitiva per i reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies, 604-bis, 604-ter, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinques, 609-octies 609-undecies del codice penale.
  6. Il CONI, le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate, gli Enti di promozione sportiva, le Associazioni benemerite, le Associazioni e le Società sportive dilettantistiche e le Società sportive professionistiche possono costituirsi parte civile nei processi penali a carico dei loro tesserati nelle ipotesi di cui al comma 1.

 

I Modelli organizzativi e di controllo sono documenti volti a minimizzare e gestire i rischi di abuso, violenza e discriminazione. Originano dal d.lgs. 231/2001 sulla responsabilità degli enti e sono stati recepiti anche nell’ordinamento sportivo.

I Codici di condotta traducono i principi di lealtà, correttezza, inclusione ed equità in azioni concrete e divieti, eliminando gli ostacoli alla loro realizzazione.

I Modelli devono includere modalità di prevenzione e gestione del rischio, protocolli per la gestione delle segnalazioni e obblighi informativi.

I Codici di condotta devono prevedere obblighi, divieti e buone pratiche per rispettare i principi di safeguarding e prevenire ogni forma di abuso, violenza e discriminazione.

Ogni affiliato deve nominare un “Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni”, dotato delle competenze necessarie, autonomo e indipendente.

Da normativa bisogna garantire a chi fa una segnalazione:

  • la tracciabilità delle segnalazioni e delle relative attività di ricezione, istruttoria e valutazione;
  • la conservazione della documentazione inerente alle segnalazioni e le relative attività di verifica nonché gli eventuali provvedimenti decisionali adottati dalle funzioni competenti;
  • la conservazione della documentazione e delle segnalazioni per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati.

Utilizzare una mail, per gestire le segnalazioni, è pericolosissimo e rischia di far andar incontro la vostra società a sanzioni molto più pesanti che riguardano il GDPR oltre che la normativa di safeguarding. Le attività di cui sopra devono essere gestite in conformità alla vigente normativa in materia di protezione dei dati personali (GDPR) e in aderenza ai regolamenti interni in materia.

 

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